CULTURA E TRADIZIONE NELL’AREA GRECANICA

CULTURA E TRADIZIONE NELL’AREA GRECANICA
LE MINORANZE LINGUISTICHE NELLA LEGISLAZIONE VIGENTE
AUTORE: MARIO MAESANO
EDITO DA CITTA’ DEL SOLE EDIZIONI

Mario-MaesanoIl volume traccia un percorso storico sulle minoranze di lingua grecanica nella provincia di Reggio Calabria, con particolare riferimento ai territori di Roghudi e Roccaforte del Greco, approfondendo gli aspetti di tutela giuridica delle minoranze linguistiche in generale, così come disciplinati dalla normativa vigente, in particolare dalla legge 482 del 15 dicembre 1999.

E’ STATO PRESENTATO IL 6 NOVEMBRE 2009, PRESSO LA SALA BIBLIOTECA DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA. SONO INTERVENUTI:
Dott. Agostino Zavettieri Sindaco di Roghudi
Prof. Ercole Nucera Assessore provinciale alle Minoranze Linguistiche
Dott. Pietro Praticò Dirigente settore 9 della Provincia di Reggio Calabria Prof. Salvatore Gennaro Dieni Docente di lingua greca
Prof. Francesco Palamara Autore del libro Roccaforte del Greco Alla ricerca delle radici Dott. Arcidiaco Francesco Editore Città del Sole Edizioni
Prof. Francesco Manganaro Docente di Diritto Amministrativo Università Mediterranea

presentazione libro

Le minoranze linguistiche in Italia
L’Italia è un paese ricco di minoranze linguistiche storiche sia per quanto riguarda la varietà che dal punto di vita della quantità. Secondo le stime del Ministero dell’Interno circa il 5% della popolazione italiana ha come lingua materna una lingua diversa dall’italiano.
La Repubblica italiana è uno dei pochi stati europei che esplicitamente nella sua Costituzione tutela le minoranze linguistiche. L’articolo 6 della Costituzione (”la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”) ha dovuto aspettare, però, 52 anni per avere una disciplina attuativa nazionale che è andata ad integrare e completare la legislazione locale già emanata in alcune regioni a statuto speciale di confine quali la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia.
La legge 482/99 recante “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” prende atto della esistenza anche di altre minoranze linguistiche rispetto a quelle presenti in dette regioni. Infatti, con l’art. 2 della citata legge “la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.
Con la predetta Legge, per la prima volta, quindi, il grecanico viene riconosciuto come lingua minoritaria storica e perciò viene ammesso a tutela. Una rivoluzione copernicana rispetto ai tempi in cui i parlanti greco venivano apostrofati con epiteti e sberleffi il meno offensivo dei quali era “paddechi”, cioè sempliciotti, tamarri, parpàtuli, zangrèi.

Una importante opera di sensibilizzazione
L’occasione per la presentazione di questo lavoro ci viene offerta dal decennale che quest’anno compie la legge 482/99 sulle Minoranze Linguistiche. Delle tredici minoranze linguistiche presenti in Italia, quella grecanica è certamente la più antica ed a più alto rischio di estinzione. Fino agli inizi del 900 la lingua grecanica era la lingua madre di moltissimi abitanti dell’attuale area della grecità calabrese, nonostante le classi più agiate e borghesi si fossero affannate per secoli a discriminare e isolare chi parlava il greco, favorendo così, di fatto, una diglossia (grecanico e dialetto romanzo) che in alcuni paesi dell’area ellenofona, era presente fin dal XVI secolo. Resta da segnalare però che le popolazioni di alcuni paesi sono state ellenofone al 100% fino agli inizi del ventesimo secolo.La legge 482/1999 che dà attuazione all’articolo 6 della Costituzione su etnie e lingue minoritarie, ci offre lo spunto per una riflessione che potrebbe iniziare da una disamina delle singole proposizioni normative. Gli argomenti dovrebbero essere sviluppati secondo un duplice codice: giuridico e linguistico. Se spetta al legislatore emanare le norme in materia di lingua, compete al linguista, in collaborazione con l’antropologo, il sociologo e lo storico, stabilire quale sia lingua e quale dialetto, cosa fare per salvaguardare la lingua, i metodi didattici da adoperare. In base alla legge 482/99 esiste in capo ai cittadini grecofoni un vero e proprio diritto di usare la lingua grecocalabra con la Pubblica amministrazione, sia in senso attivo (diritto di rivolgersi oralmente e per iscritto), sia in senso passivo (diritto di ricevere risposte orali e scritte). È chiaro, tuttavia, che questi diritti dovranno essere applicati con una certa progressività e ragionevolezza, tenendo conto delle esigenze organizzative delle amministrazioni, sempre che queste esigenze non si trasformino in pretesti per rimandare sine die il rispetto dei diritti linguistici dei cittadini grecocalabri. Resta da segnalare che tanto importante, quanto disattesa, è la norma che riguarda l’introduzione delle lingue minoritarie nei mezzi radiotelevisivi pubblici (art. 12). In questo senso va quindi la predisposizione di una guida – opera meritoria, pubblicata dall’Associazione Culturale “Paleghenèa” – volta alla diffusione, conoscenza e valorizzazione della Legge 482/99 e del patrimonio linguistico e culturale della lingua grecocalabra, con successiva distribuzione ai comuni appartenenti all’area ellenofona e agli enti ed alle istituzioni interessate. La stessa cosa sarà fatta con le biblioteche civiche dei comuni richiedenti l’intervento di promozione e sensibilizzazione alla Legge 482/99 per il materiale di base riguardante la lingua e la cultura grecocalabra, per la messa a disposizione della popolazione locale.
Dott. Mario Maesano

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Posted by admin on nov 10th, 2009 and filed under Iniziative Editoriali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response by filling following comment form or trackback to this entry from your site

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