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	<title>Paleaghenea &#187; greco</title>
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	<description>Circolo Culturale Paleaghenea</description>
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		<title>“ PROGETTO Kerò”.</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 03:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“ PROGETTO Kerò”.

Il progetto “Kerò ” , si propone di promuovere  la  diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , corsi di apprendimento della linguua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">“ PROGETTO Kerò”.</span></em></strong></p>
<p align="center"><img class="alignnone size-full wp-image-226" title="Logo Paleaghenea" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2010/01/Logo-Paleaghenea1.JPG" alt="Logo Paleaghenea" width="168" height="142" /></p>
<p>Il progetto <em>“<span style="text-decoration: underline;">Kerò</span> ” ,</em> si propone di promuovere  la  diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , corsi di apprendimento della linguua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.</p>
<p>L’Associazione Culturale “Paleghenèa”, che opera nel territorio regionale, nazionale e internazionale, ha, nell’ambito delle sue finalità statutarie, lo scopo di valorizzare le risorse linguistiche della minoranza grecocalabra, in un rapporto equilibrato con la cultura e l&#8217;ambiente, inteso come complesso universo nel quale interagiscono patrimonio musicale, linguistico, storia, cultura e tradizioni, stimolando così i giovani a riappropriarsi di una identità culturale perduta ormai da secoli. Per questo motivo l’Associazione intende avviare un progetto di scambio culturale tra i paesi della grecità calabrese e della Grecia.<em> </em></p>
<p>Il progetto si propone , infine , di portare nelle case degli utenti del sito <a href="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/">www.paleaghenea.areagrecanica.it</a>,  letteralmente il suono della nostra lingua.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">In particolare il progetto si propone di:</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>a)     Redigere e  pubblicare una serie di documenti inerenti al patrimonio  storico, artistico , culturale e linguistico greco-calabro , nonché di un libro sulla Cultura e tradizione dell’area grecanica, di un Dvd e un di commento sulla legge 482 del 1999;</p>
<p> b)   Mantenere un laboratorio artistico-artigianale volto a valorizzare l’immagine dell’antico borgo di Roghudi e Roccaforte del Greco e un laboratorio di cucito e delle rifiniture attinente alla cultura dei greci di calabria;</p>
<p>c)    Organizzare “Il Premio letterario “Paleaghenea” , “Il Premio Vincenzo Restagno e Don Domenico Spanò. Manifestazioni ormai organizzate da più anni.</p>
<p>d)   Organizzare attività sportive a carattere dilettantistico, con possibilità di interagire e gareggiare con gruppi similari dei paesi dell’Area Grecanica;</p>
<p>e)    Organizzare corsi di apprendimento della lingua greco-calabra.</p>
<p><strong> I partecipanti dovranno essere in grado di svolgere:</strong></p>
<p>-        insegnamento della lingua greca di Calabria;</p>
<p>-        attività di traduzione dei testi dal greco-calabro all’italiano e dall’italiano al greco-calabro;</p>
<p>-        promozione della relativa cultura greco-calabra;</p>
<p align="center"><strong>Gli insegnati  e i tutor del corso saranno retribuiti attraverso la stipula di un </strong><strong>CONTRATTO DI COLLABORAZIONE OCCASIONALE.</strong></p>
<p>f)     Realizzazione di nuovo sito web  <a href="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/">www.paleaghenea.areagrecanica.it</a></p>
<p> g)    Scambio Culturale con la Grecia e gemellaggio con Zante, come in allegato.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI:</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;">Ci si  propone</span> di mettere in pratica alcuni principi base europei come l’uguaglianza, il multiculturalismo ed il plurilinguismo, di promuovere le relazioni tra i paesi vicini, come Italia-Grecia o Italia attraverso la diffusione del patrimonio linguistico &#8211; culturale dell’area .</li>
<li>Realizzazione, in forza di un’azione di coordinamento organizzativo con il coinvolgimento di soggetti che a vario titolo operano sul territorio denominato area grecanica, di un’azione sistemica tesa, per il tramite della conoscenza della legge 482/99 e di quanto ad essa connesso, a motivare le persone partecipanti ai corsi di lingua minoritaria, ai fini del superamento del senso di isolazionismo, ma soprattutto a proseguire e “completare” il lavoro di formazione e avvicinamento culturale dei soggetti coinvolti, nella condivisione con gli stessi degli elementi caratterizzanti l&#8217;identità storico-culturale dei greci di Calabria;</li>
<li>Creare nel sito associativo una sezione audio, offrendo all’utente del sito la possibilità di ascoltare e leggere delle poesie in lingua greco-calabra;</li>
<li> Attivare un servizio composito, che offra ai bambini e ai ragazzi di Roccaforte del Greco e Roghudi, l&#8217;opportunità di sperimentare percorsi di crescita creativa, attraverso il gioco e le varie attività creative;</li>
<li>Promuovere e favorire la conoscenza e la diffusione dei valori culturali;</li>
<li>Stimolare nei cittadini la cultura musicale con particolare riferimento a quella legata alle tradizioni dei greci di calabria;</li>
<li>Stimolare , promuovere e sostenere gli scambi culturali con la Grecia.</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DESTINATARI:</span></strong></p>
<p> </p>
<p>          <strong>I cittadini residenti nell’Area Grecanica.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">TEMPI DI REALIZZAZIONE:</span></strong></p>
<p>          <strong>12 mesi. </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>SCHEDA finanziaria del PROGETTO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COSTI PREVISTI:</strong></p>
<p> </p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="650"><strong>Materiali e beni di consumo, acquisto e/o noleggio attrezzature</strong></td>
<td width="153"><strong>€  4.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Scambi culturali e gemellaggi</strong></td>
<td width="153"><strong>€ 28.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Altro<em> allestimento spazi</em></strong></td>
<td width="153"><strong>€   1.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"> </td>
<td width="153"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Collaborazioni</strong></td>
<td width="153"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Compensi per relatori /artisti /musicisti etc.</td>
<td width="153"><strong>€  5.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Eventuali rimborsi spese per relatori /artisti /musicisti etc.</td>
<td width="153"><strong>€  1.500,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Spese per eventuali traduzioni</td>
<td width="153"><strong>€  3.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Altro <em> personale organizzazione </em></td>
<td width="153"><strong>€  2.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"> </td>
<td width="153"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Comunicazione* </strong><em>)</em></td>
<td width="153"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Realizzazione manifesti / inviti / pieghevoli/libri</td>
<td width="153"><strong>€ 4.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650">Pubblicità (quotidiani, periodici, radio, TV, mailing , sito)</td>
<td width="153"><strong>€ 1.500,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><em> </em></td>
<td width="153"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Risorse del Circolo pari a euro 13.000,00</strong></td>
<td width="153">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</td>
</tr>
<tr>
<td width="650"><strong>Totale spesa prevista</strong></td>
<td width="153"><strong>€ 50.000,00</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>IL PRESIDENTE</strong></p>
<p align="center"><strong>Dott. Mario Maesano</strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
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		<title>La situazione dei greci di Calabria</title>
		<link>http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/2009/11/12/la-situazione-dei-greci-di-calabria/</link>
		<comments>http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/2009/11/12/la-situazione-dei-greci-di-calabria/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SITUAZIONE DEI GRECI DI CALABRIA
Il territorio immediatamente ad Est ed a Sud Est di Reggio Calabria, all&#8217;incirca fra Cardeto ed Africo, ha una tradizione grecanica che si è mantenuta più a lungo nel tempo rispetto al resto della Calabria ed anche della provincia reggina ed in particolare attorno alla vallata dell&#8217;Amendolea, tra le pendici dell&#8217;Aspromonte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SITUAZIONE DEI GRECI DI CALABRIA</strong><br />
Il territorio immediatamente ad Est ed a Sud Est di Reggio Calabria, all&#8217;incirca fra Cardeto ed Africo, ha una tradizione grecanica che si è mantenuta più a lungo nel tempo rispetto al resto della Calabria ed anche della provincia reggina ed in particolare attorno alla vallata dell&#8217;Amendolea, tra le pendici dell&#8217;Aspromonte, all&#8217;estremo lembo della Calabria meridionale, mostra ancora un residuo di vitalità oggettivamente verificabile. I suoi centri più notevoli, specie nel secolo scorso, sono stati: Cardeto, Amendolea, Condofuri, Gallicianò, Roccaforte del Greco, Ghorio di Roccaforte, Roghudi, Ghorio di Roghudi, Bova e Bova Marina ed oggi sono ristretti a Roghudi e Gallicianò con testimoni a Bova.<br />
È bene sottolineare, tuttavia, che la cultura greca di Calabria, non è esclusiva del territorio menzionato. Infatti nell&#8217;età altomedievale tutta la Calabria fu bizantina, anche nella lingua. Nel basso medioevo la lingua greca continuava ad essere parlata nel catanzarese e nel reggino, mentre nel cosentino cominciavano ad affluire i portatori di un altro filone della cultura bizantina, di lingua mista, albanese e greca e di etnia albanese.<br />
Durante tutto il medioevo tutta la piana di Gioia Tauro fu apprezzata per la cultura e la lingua grecanica. Più tardi, in età moderna, l&#8217;antica lingua continuò a mantenersi, in particolare tra le falde dell&#8217;Aspromonte.<br />
Quali che siano le diverse cause prossime di questa corrosione, è evidente che la tradizionale cultura greca di Calabria, abbia subito un attacco deciso e vincente da parte di altre culture veicolate nella società dalle classi dominanti, sia forestiere che locali.</p>
<p><strong>La lingua è il segno più immediato</strong> ed anche il veicolo più importante di una cultura; di quella grecanica ne fanno parte altri quattro ambiti che sono le abitudini, l&#8217;artigianato, la musica, la religione. La lingua mostra i segni di un&#8217;eredità antica che risale fino ai tempi omerici. L&#8217;artigianato usa, nei suoi schemi formali, disegni che la cultura tardo antica e bizantina ha mutuato nella preistoria; succede così che l&#8217;ornato di un oggetto artigianale di questo territorio, mostri concordanze con decorazioni di culture pregreche dello stesso territorio e sia del tutto simile ad altri oggetti esemplari in località assai distanti dal mondo romaico. Nell&#8217;artigianato tessile i disegni sono ravvivati dall&#8217;accostamento acceso dei colori; ciò si può ammirare ancor&#8217;oggi nei prodotti di Roghudi (Ghorio), Gallicianò e Bova.<br />
Le abitudini sono un misto di affinità greco-antiche e quelle dei popoli dell&#8217;impero bizantino, una miscela pagano-religiosa. Il repertorio musicale è quello di tutto il reggino ma le esecuzioni di Galliciano e Roghudi (Ghorio) esprimono una particolare, affascinante irruenza.<br />
Bisogna considerare ancora due ulteriori elementi che hanno caratterizzato la vita della popolazione di questo territorio, influenzando la sua cultura: il lavoro e la storia. Tralascerò quest&#8217;ultimo elemento perché troppo complesso. Il lavoro predominante, almeno per due millenni, è stato quello agropastorale; esso per una larghissima maggioranza si è accompagnato ad un&#8217; economia povera ed in alcuni casi misera. Nell&#8217;ambito agricolo la coltura pregiata della vite per il commercio del vino, ha un&#8217;antichissima tradizione; ad essa si affiancò, a partire dall&#8217;età bizantina fino a tutto il secolo XVIII, la coltivazione del gelso bianco per la produzione della seta, fonte di un&#8217;industria artigianale per alcuni secoli fiorentissima, quella della tessitura. Nello stesso secolo cominciò a prevalere la coltura dell&#8217;olivo.<br />
Nell&#8217;ambito pastorale i più antichi allevamenti finalizzati all&#8217;esportazione, furono quello equino, assai pregiato fino al XVI secolo circa e quello suino assai persistente ed al quale è correlata la quantità di querce e castagni che caratterizzano il paesaggio odierno insieme agli ulivi. Poi l&#8217;allevamento equino decadde e quello suino fu ristretto e quasi esclusivamente destinato al consumo interno, di tipo familiare. A partire dal basso medioevo venne incrementato l&#8217;allevamento ovino a beneficio preponderante delle classi abbienti, più che degli allevatori. Per molti secoli fu un&#8217;attività destinata al consumo interno con una modesta (in taluni casi discreta) commercializzazione a livello locale. In tale allevamento oggi prevale la capra che in altri territori sembra ormai in estinzione. Mi preme affermare che nella nostra età la classe contadina è scomparsa, quella dei pastori è in declino, come la lingua del resto. La cultura dominante è stata indotta a vedere nella tradizione contadina e pastorale i sintomi dell&#8217;ignoranza e della superstizione; da questo concetto si è passati a quello di arretratezza e quindi di incivile rozzezza e pericolosità sociale.</p>
<p><strong>Gli effetti di questi pregiudizi sono stati</strong>, prima l&#8217;incapacità di sorprendere ed apprezzare gli aspetti umani e la millenaria civiltà condensati nella cultura orale; poi la caduta verticale dell&#8217;antica lingua ed oggi del dialetto, quindi il decadimento e la dissoluzione delle tradizioni culturali contadine, infine la cessazione delle attività artigianali e la dispersione e distruzione dei suoi prodotti. La scomparsa dei contadini come classe sociale è stata stimolata, nell&#8217;immediato dopoguerra, anche dal bisogno di riscatto da una condizione ritenuta abbietta.<br />
Oggi la caduta verticale della lingua grecanica, cominciata più di mezzo secolo fa, è anche una reazione al dileggio che la società calabro-ellenofona ha subito in quanto tale durante il primo secolo della dominazione italiana. Per molti decenni gli abitanti ellenofoni sembravano, o facevano finta, di non accorgersi di questo disprezzo, attaccati alla tradizione. Ma quando c&#8217;è stata la convinzione di trasmettere con la lingua un disvalore, si è smesso di farlo. Gli sforzi compiuti da privati ed associazioni negli ultimi trent&#8217;anni per correggere il rifiuto di veicolare la lingua di generazione in generazione, sono falliti. Anche a Roghudi e Gallicianò dove fino alla metà del XX secolo il 100 per cento della popolazione continuava ad usare il grecanico come lingua di conversazione abituale, se c&#8217;è oggi qualche bimbo che conosce delle espressioni grecaniche, molto probabilmente le ha apprese da altre fonti che non il linguaggio materno.<br />
In questi ultimi tempi i mezzi di comunicazione locale, giornali, tv, informano di iniziative varie, progetti megalitici, organizzati da enti locali, sedicenti associazioni culturali che spesso non hanno avuto e non hanno nulla a che spartire con l&#8217;area grecanica. Un interessamento sospetto, in taluni casi tardivo, proprio adesso che molto poco rimane del patrimonio linguistico-culturale dell&#8217;etnia grecanica.<br />
La popolazione che fino a mezzo secolo fa costituiva i centri grecanici aspromontani, anche per ragioni precedentemente esposte, si è sparpagliata in forma apparentemente spontanea, in tutto il territorio della provincia reggina, smarrendo la sua identità, adeguandosi a nuovi stili di vita, linguaggi, cultura, tradizioni diversi abbandonando e dimenticando i propri. Per cui tutte le possibili ed immaginabili iniziative, non incideranno, nel tempo alla causa grecanica, a ripristinare o migliorare oggettivamente o tutelare e promuovere lo stato linguistico-culturale della minoranza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-133" title="roghudi-vecchio" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/roghudi-vecchio.jpg" alt="roghudi-vecchio" width="478" height="360" /></p>
<p><strong>Cenni storici ROGHUDI</strong><br />
Tra le pendici dell&#8217;Aspromonte, lungo la vallata dell&#8217;Amendolea, proteso, ad Ovest sul letto della fiumara Amendolea (riportata col nome di Alècce da Strabone), ad Est lungo il letto della fiumara Furrìa che confluisce nell&#8217;Amendolea lì dove termina il lato Sud dell&#8217;abitato, si erge, legato a Nord con le viscere dell&#8217;Aspromonte, l&#8217;abitato di Roghudi abbarbicato sulla nuda roccia che sembra avere, nel suo insieme, la forma di una schiena di pesce.<br />
Le sue origini sono incerte, poichè non esistono documenti di sorta che ne testimonino la data. Probabilmente i primi nuclei si sono insediati tra l&#8217;XI e il XII secolo ed erano costituiti da pastori i quali si erano spinti verso l&#8217;interno del massiccio aspromontano alla ricerca di nuovi pascoli per le loro greggi, ed alla lunga hanno deciso di stanziarvisi.<br />
Esiste anche l&#8217;ipotesi, forse meno probabile, che popolazioni fino ad allora vissute lungo le coste calabre, siano state messe in fuga da scorrerie turche, forse tra il X e l&#8217;XI secolo, ed abbiano cercato riparo verso i territori interni dell&#8217;Aspromonte, non facilmente raggiungibili, ma non del tutto sicuri se ancora nell&#8217;abitato di Roghudi sono visibili tracce di mura, alle quali erano infissi grandi cancelli di ferro che delimitavano le vie di accesso al paese e, di notte, si racconta, dal lato che guarda al mare si montavano dei turni di guardia fino a che è esistita la minaccia delle invasioni saracene.<br />
Più a Nord e più in alto, a distanza di qualche chilometro, sorge la frazione di Ghorio adagiata e nascosta tra i crinali aspromontani che le fanno da splendida e suprema corona.<br />
Da sempre le popolazioni di questi centri hanno praticato, come attività prevalenti, la pastorizia e l&#8217;agricoltura, per lo più di sussistenza. La stragrande maggioranza dei terreni e delle greggi era concentrata nelle mani di poche famiglie e con essi anche il destino o la sopravvivenza di molta parte della popolazione. Scarse erano le attività commerciali rappresentate dai prodotti della pastorizia (animali da macello, latticini, pellame) e della terra (castagne, pere, noci, fichi secchi, ecc.). Tali scambi commerciali avvenivano, per lo più, con i centri della costa dove, poi, venivano acquistati i generi di prima necessità e gli utensili non costruibili artigianalmente perchè non lignei (tutti gli utensili in legno sono realizzati sul posto da valenti ed esperti artigiani) che servivano per lo svolgimento delle attività agricole e pastorali&#8230;. Così la vita degli abitanti di Roghudi, come del resto quella di altre popolazioni limitrofem è andata avanti per secoli usando come veicolo di comunicazione una lingua particolare, un misto di greco arcaico antico, bizantino e moderno con l&#8217;aggiunta di lemmi di altre popolazioni dominatrici, che è sopravvissuta, quasi integralmente, fino alla prima metà del XX secolo, quando ancora si potevano incontrare delle persone che non sapevano comunicare in nessun&#8217;altra lingua se non in quella greco calabra o grecanica com&#8217;è stata chiamata dagli studiosi di glottologia.<br />
Roghudi, insieme ai paesi dell&#8217;area grecofona odierna (Condofurì con Gallicianò, Bova, Bova Marina e Roccaforte) centri in cui ancora si può ascoltare il dolce suono di quella lingua in lenta decomposizione, fu casale di Amendolea, centro importantissimo, prima che quest&#8217;ultimo decadesse e tutti i paesi passassero sotto l&#8217;influenza culturale, giurisdizionale e religiosa di Bova, la Chora. In quest&#8217;area le funzioni religiose si celebrarono col rito bizantino abolito nel 1572. È indubbio che in tempi lontani anche in luoghi così sperduti, la presenza del monachesimo bizantino (orientale) fece sentire la sua influenza sia dal punto di vista linguistico che da quello religioso. Sono presenti nella lingua grecocalabra termini religiosi bizantini e diversi toponimi traggono origine da nomi di santi italo-greci come: Ajìa Caterìni, (Santa Caterina), Jennilìa (Sant&#8217;Elia), Jendonàto (San Donato), Jennicòla (San Nicola), Ajia Trada o Triàda (Santa Trinità), Camundulìa (Campi di Elia).<br />
Alla fine del secondo conflitto mondiale, molta di quella gente che era vissuta di stenti, prima per le scarse risorse economiche, poi a causa della guerra, decide di emigrare. In particolare i giovani che avevano vissuto l&#8217;esperienza del conflitto. Così incomincia il lento, inesorabile deteriorarsi della lingua grecocalabra e di usi e costumi che conservavano, alcuni di essi, origini omeriche e pre omeriche e ad essere sostituiti da altri, al pari del linguaggio. Comincia così il lento, continuo, progressivo svuotamento demografico che si concluderà in modo definitivo, in tempi diversi, con l&#8217;alluvione del 1971-72&#8230;.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>I GRECANICI</strong><br />
Le varie dominazioni hanno creato, tra i boschi della Sila Greca, nellAspromonte, lungo la costa Jonica e sulle pendici della costa Tirrenica, delle vere e proprie isole linguistiche dal fascino antico, mantenendo vivi, stili di vita e tradizioni di una civiltà antichissima. In queste realtà, si scopre, il mondo arcaico delle comunità grecaniche, i discendenti diretti dei greci.<br />
Grande è stato lo stupore di quei soldati italo-grecanici, durante la seconda guerra mondiale, di sentirsi in Grecia “a casa sua” e dei greci di trovare soldati italiani dalle stesse caratteristiche somatiche, che portavano lo stesso cognome e parlavano la stessa lingua. Oggi i “grecanici”, cioè i parlanti del dialetto greco che nel XVI secolo popolavano ben venti paesi, sono solo 5000 e circoscritti a cinque comuni: Bova, Condofuri, Gallicianò, Roccaforte del Greco e Roghudi.<br />
Le opinioni sulla origine della loro parlata sono fondamentalmente due:.<br />
A) quella che l’attribuisce alla dominazione bizantina (X-XI secolo d.C.);.<br />
B) quella che l’attribuisce alla lingua parlata dai coloni del V secolo a.C, cui si deve la splendida civiltà della Magna Grecia e la fondazione di città famose nell’antichità come Reggio, Locri, Crotone e Sibari. Delle due teorie, oggi, la seconda sembra più accettabile.</p>
<p><strong>GHORIO DI ROGHUDI</strong><br />
Poco distante da Roghudi si trova la frazione di Ghorio, un piccolo nucleo di case ormai anch’esse abbandonate.<br />
Da Ghorio è possibile scorgere un grosso masso con delle “groppe”: la “Rocca tu Dracu” che secondo la leggenda venivano paragonate a delle piccole caldaie “Caddareddhi”, servivano al nutrimento del drago, custode di un tesoro.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>LEGGENDE</strong></p>
<p><strong>LA LEGGENDA DEL DRAGO<br />
</strong>Il drago, oltre ad essere cieco era custode di un tesoro, il quale veniva assegnato, a chi riusciva a superare una prova di coraggio.<br />
La prova consisteva nel sacrificio di tre esseri viventi di sesso maschile: un bambino appena nato, un capretto e un gatto nero, senza nemmeno un pelo bianco. Per secoli nessuno si sognò di sfidare il drago, fino al giorno in cui in paese nacque un bambino malformato, l’ostetrica lo avvolse in un panno e lo consegnò a due uomini perché se ne sbarazzassero. Ma costoro vedendosi tra le mani quella povera creatura si ricordarono della leggenda e lestamente si procurarono anche il capretto e il gatto nero. Tutto era pronto per la sacrificazione, uccisero il capretto e il gatto nero, ma quando arrivò il turno del bambino, si sollevò una tempesta di vento che scaraventò, quei sciagurati contro le rocce uccidendo uno di essi.<br />
Da allora nessuno pensò più al presunto tesoro, anche perché l’uomo sopravvissuto alla tempesta fu perseguitato dal diavolo sino alla sua morte.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>LE ANARADE</strong><br />
Secondo gli anziani abitanti di Roghudi, le anarade erano delle<br />
donne aventi i piedi a forma di zoccoli come i muli e vivevano nella contrada di “Ghalipò” di fronte Roghudi.<br />
Le anarade, cercavano di attirare le donne del paese, affinché si recassero al fiume a lavare i panni, con l’intento di ucciderle, così gli uomini del paese potevano accoppiarsi solo con loro.<br />
Si racconta che le anarade, per attirare le donne, usavano ogni strategia, come per esempio la trasformazione della voce. Per proteggersi dalle anarade gli abitanti del paese, fecero costruire tre cancelli, collocandoli in tre differenti entrate: uno a “Plachi”, “uno a Pizzipiruni” e uno ad “Agriddhea” , che in effetti ancora esistono.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>LA NUOVA ROGHUDI</strong><br />
Nel 1988 vennero assegnate alla collettività gli alloggi costruiti presso la zona San Leonardo nel comune di Melito PS, a due passi dal mare e di fronte alla bellezza ed imponenza dell’Etna che, con le sue cime innevate, riesce molto spesso a far venire in mente le montagne dell’Aspromonte dove per secoli questa gente ha vissuto con sacrifici, con notevoli difficoltà economiche, culturali, e interpersonali.<br />
<strong>La NUOVA ROGHUDI</strong> anche se si trova a due passi del Mar Jonio, è abitata da persone che non hanno mai avuto il cuore alla marina, loro sono rimasti legati alla montagna, alla <strong>ROGHUDI VECCHIA</strong> distesa sopra quei costoni di roccia lambita dalla fiumara Amendolea, in quelle case abbandonate che sembrano narrare al cielo il dolore di una madre dopo aver perso i suoi figli.</p>
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		<title>PREMIO DON DOMENICO SPANO’</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:44:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SEDE DI ROCCAFORTE DEL GRECO : sabato 25 luglio ore 19 SI E’ SVOLTA La cerimonia di consegna del premio Don Domenico Spanò, &#8211; organizzato dalla sede locale del Circolo Paleaghenea &#8211; attribuito al Prof. Francesco Palamara autore del libro &#8220;Alla ricerca delle radici&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>SEDE DI ROCCAFORTE DEL GRECO : sabato 25 luglio ore 19 SI E’ SVOLTA La cerimonia di consegna del premio Don Domenico Spanò, &#8211; organizzato dalla sede locale del Circolo Paleaghenea &#8211; attribuito al Prof. Francesco Palamara autore del libro &#8220;Alla ricerca delle radici&#8221;.<br />
<strong><img class="alignleft size-medium wp-image-104" title="Francesco Palamara" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/Francesco-Palamara-300x225.jpg" alt="Francesco Palamara" width="300" height="225" />Francesco Palamara è nato a Roccaforte del Greco (RC) il 27 novembre 1959</strong>. Laureato in Scienze Politiche (indirizzo Politico-Amministrativo). È docente di economia Politica, Scienza delle Finanze e Diritto presso l&#8217;Istituto d&#8217;Istruzione Superiore &#8220;Attilio da Empoli&#8221; di Reggio Calabria. È Vicepresidente dell&#8217;Associazione Culturale &#8220;Cosmopolis&#8221;. Esperto informatico, dal luglio 2007 gestisce il sito web www.roccafortedelgreco.net. Di prossima pubblicazione &#8220;Gli eroi indimenticati del risorgimento calabrese&#8221;.<br />
Presenti il Presidente del circolo dott. Maesano Mario, il vice presidente Giada Zavettieri, il sindaco di Roccaforte del Greco Ercole Nucera che ha ricordato Don Spanò, i sindaci di Bova e Bova Marina, il prof Dieni e Tito Squillaci.</p>
<p><em></p>
<div id="attachment_107" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><img class="size-medium wp-image-107" title="Don Domenico Spanò " src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/don-domenico-spano-272x300.jpg" alt="Don Domenico Spanò " width="272" height="300" /><p class="wp-caption-text">Don Domenico Spanò </p></div>
<p>Don Domenico Spanò nacque a Ghorio di Roccaforte il 23 gennaio del 1875 da Domenica Palamara e Domenico Antonio Spanò. Già in tenera età richiamò l’attenzione degli amici di famiglia che al padre profetizzarono un lusinghiero avvenire. Domenico Spanò ricevette dai suoi genitori un’educazione di carattere religioso. Il suo primo maestro fu il Sacerdote Giovambattista Tripepi dei baroni della torre di Pletea. Per ragioni di famiglia il sacerdote Tripepi si trasferì a Roma e Domenico Spanò proseguì i suoi studi a Reggio Calabria grazie anche all’aiuto economico fornito dal nonno materno Domenico Palamara. Il nonno nutriva la speranza di farne un sacerdote anche perché nella famiglia Palamara, nella prima parte dell’ottocento, c’era stato un altro prete di animo nobile che si chiamava Francesco Palamara. Nel mese di febbraio del 1887 il nonno e il giovane Domenico Spanò si recarono presso la stazione di Melito per prendere il treno che doveva portarli a Reggio Calabria. Il nonno andò ad acquistare i biglietti mentre Domenico, all’insaputa del congiunto, s’incamminò lungo i binari per rincorrere il treno che stava arrivando nella stazione. Fortuna volle che il sig. Francesco Zavettieri esponendosi al pericolo spinse fuori dal binario il giovane Domenico mentre il treno stava passando. Il nonno pianse e nello stesso tempo gioì per lo scampato pericolo e per il resto della sua vita digiunò tutti i mercoledì in ringraziamento della Vergine del Monte Carmelo. A Reggio Calabria, Domenico Spanò guidato dagli insegnanti Pressetelli, Calofani, Cresci, Modafferi e Franco si distinse per il suo impegno scolastico. Iscrittosi alle scuole tecniche, dopo aver sostenuto in un anno due classi, fu rimandato in italiano orale, non sopportando tale mortificazione chiese al Cardinale Portanova di poter andare al Seminario di Bova e lì inizio lo studio del latino. Successivamente per ragioni di studio passò al seminario di Reggio Calabria dove fu seguito da Mons Morabito, dal filosofo Caprì e dai professori Cotroneo e Curatola, dal latinista Quattrone e da Monsignor Romeo. Richiamato a Bova dal Vescovo Monsignor Rossi , Domenico Spanò iniziava a sentire la vocazione del Sacerdote missionario. Nel frattempo il Vescovo cedette la direzione del Seminario di Bova Marina ai salesiani e da questi apprese lo spirito del sacrificio. Dichiarato idoneo al servizio militare partì per Viterbo dove conobbe il Vescovo Cappuccino Monsignor Grasselli. Dopo 33 giorni venne congedato e rientrò nel Seminario di Bova Marina. Venne ordinato sacerdote dal Vescovo di Bova Monsignor Pugliatti e obbligato a rimanere a Bova fondò una scuola popolare per ragazzi istruendo tutti e passando lietamente i giorni insieme ai giovani bovesi. Nel dicembre del 1900 celebrò la prima Messa. Ritornato a Roccaforte fondò una società agricola operaia, aprì una scuola per adulti e un asilo. Desideroso di recarsi alle missioni stava per partire per Smirne ma fu dissuaso dall‘arcivescovo di Messina Mons. D’Arrigo che lo nominò Economo spirituale di Santa Domenica Vittoria piccolo paese in provincia di Messina dove soggiornò dal 1 marzo 1901 al 28 dicembre del 1908. In questo paese contribuì alla costruzione della Chiesa di S. Antonio Abate. Iniziò con sole cinque lire. La domenica, dopo aver spiegato il Vangelo, leggeva la nota dei crediti degli operai che avevano lavorato durante la settimana. Ogni operaio riceveva un buono da lui firmato ed i buoni, numerati progressivamente, venivano materialmente pagati dall’ufficiale postale che era stato nominato cassiere.Intanto a Roccaforte nel settembre del 1908 morì il sacerdote Giuseppe Cento e al suo posto venne nominato Don Domenico Spanò. Partì da Santa Domenica Vittoria poco dopo la mezzanotte del 28 dicembre del 1908 e alle ore tre raggiunse Randazzo per attendere il treno che doveva portarlo a Messina. Alle ore cinque e mezza si verificò il terribile terremoto che distrusse le città di Messina e Reggio Calabria. Don Spanò si prodigò tantissimo durante l’opera di soccorso, l’Arcivescovo d’Arrigo lo nominò suo rappresentante, riuscì ad aprire al culto la prima chiesa riunendo i sacerdoti della diocesi. Recuperò gli arredi sacri e gli oggetti di valore appartenenti alla Chiesa e ad altre istituzioni che consegnò al Vescovo dopo aver stilato un regolare inventario. Per delega del commissario straordinario dei soccorsi Tenente generale Francesco Mazza accudì gli orfani delle vittime del terremoto. Terminata l’emergenza don Domenico Spanò raggiunse Roccaforte dove fece riparare e riaprire al culto la Chiesa. Sostenne la necessità del rimboschimento delle montagne con alberi da frutto per accrescere la produzione e la costruzione delle casette in montagna per il ricovero dei contadini e dei pastori. Operò per il ripristino dell’antico santuario di Santa Maria di Pletea. Insegnò nella scuola mista di Stato della frazione Ghorio. In questa opera fu aiutato da alcuni sacerdoti tra i quali Don Cajozzo da Trapani, Don Pennavaria da Palermo, Don Autelitano da Bova e il canonico Romeo da Seminara. A proprie spese ospitò spesso predicatori di vaglia come il Padre Cappuccino Francesco Familiari, il parroco di Melito Don Patamia e il gesuita Padre la Spina. Dopo otto anni di sacrifici , per cui Don Domenico Spanò si privò perfino del suo patrimonio, lasciò la parrocchia ai salesiani e precisamente a Don Salvatore Graci il quale rimase due anni . Don Domenico Spanò si recò a Terranova Sappo Minulio dove nelle contrade Orto e Norio la Chiesa di Roccaforte possedeva due appezzamenti di terreno il cui fittuario era il sig Perri Antonio di Radicena. I cittadini di Scroforio, saputo dell’arrivo di Don Domenico Spanò e trovandosi senza sacerdote, chiesero assistenza religiosa. Don Spanò mandò una commissione dal Vescovo Mons. Scopelliti di Oppido Mamertina per ottenere il permesso necessario ma il Vescovo negò tale permesso. Don Spanò non si arrese e inviò una seconda commissione dal Vescovo facendogli recapitare un messaggio nel quale c’era scritto che sarebbe rimasto ad assistere gli ammalati fino a che il Vescovo non avesse trovato il modo di provvedere. L’insistenza di Don Spanò ebbe successo poiché il Vescovo provvide a rimandare il parroco Gaetano Lando che in precedenza era scappato dal paese di Scroforio. Dopo qualche giorno fu convocato dal Real Provveditore agli Studi di Reggio Calabria che lo nominò maestro elementare a San Pasquale di Bova Marina. Qui riaprì al culto la chiesetta di S. Pasquale grazie all’opera della Baronessa Agata Nesci. Il vescovo di Oppido Mons. Scopelliti invitò Don Spanò a ritornare a Scroforio perché era reclamato dai cittadini. Don Spanò servì per due anni Scroforio, Terranova ed Oppido. La parrocchia di Scroforio fruttò in due anni 30.000 lire e quella di Terranova 40.000 mila. Don Spanò servì le parrocchie per sole cento lire al mese perché voleva che le rendite fossero spese per la Chiesa e per le opere di beneficenza. Fu nominato Provicario Generale e così poté accorgersi che nella Diocesi c’erano molti dilapidatori delle rendite della chiesa e ingaggiò un’aspra lotta che portò alle dimissioni del Vescovo. Dopo questo spiacevole avvenimento Don Spanò preferì ritornare a Roccaforte dove nel frattempo mancava il parroco poiché Don Graci si era ritirato dall’ordine dei Salesiani. Nel 1920 riaprì al culto la Chiesa di Ghorio e l’oratorio della Torre baronale e per meno di 3000 lire annue servì tre chiese e trovò il modo di dar lavoro a proprie spese a molti operai disoccupati. l’11/10/1924 arrivò a Roccaforte il vescovo mons Taccone e molte persone si avvicinarono al confessionale per la grande soddisfazione di Don Spanò. Il 23 febbraio del 1927 venne nominato Canonico – Teologo onorario dal Vescovo Cognata di Bova. Don Spanò aveva uno spirito di adattamento eccezionale, tenendo con sé il breviario e accontentandosi di un po’ di pane e di una sedia per letto era capace di passare mesi fuori residenza. Se si proponeva di tacere, passava intere settimane senza dir parola e amava dire che “il carattere è l’uomo ed i vizi si possono levare con la forza della volontà”. Espresse più volte il pensiero di volersi chiudere in un Ordine religioso per distaccarsi dal mondo, ma per ragioni relative all’età ricevette risposte negative. Il disinteresse e l’amore per il prossimo indusse Don Spanò a lottare contro le ingiustizie e a sostenere gravi sacrifici. Appassionato allo studio e circondato da libri non permetteva a nessuno di entrare in casa sua salvo che per le situazioni riguardanti il suo ufficio di Arciprete. Si prodigò per la realizzazione di una nuova chiesa e dopo tante lotte riuscì a ottenere la costruzione, nel rione Fossa, della Chiesa dello Spirito Santo. Morì il 27 agosto del 1934.</p>
<p></em></p>
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		<title>CULTURA E TRADIZIONE NELL’AREA GRECANICA</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 19:03:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CULTURA E TRADIZIONE NELL’AREA GRECANICA
LE MINORANZE LINGUISTICHE NELLA LEGISLAZIONE VIGENTE
AUTORE: MARIO MAESANO
EDITO DA CITTA’ DEL SOLE EDIZIONI
Il volume traccia un percorso storico sulle minoranze di lingua grecanica nella provincia di Reggio Calabria, con particolare riferimento ai territori di Roghudi e Roccaforte del Greco, approfondendo gli aspetti di tutela giuridica delle minoranze linguistiche in generale, così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CULTURA E TRADIZIONE NELL’AREA GRECANICA<br />
LE MINORANZE LINGUISTICHE NELLA LEGISLAZIONE VIGENTE<br />
AUTORE: MARIO MAESANO<br />
EDITO DA CITTA’ DEL SOLE EDIZIONI</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-86" title="Mario-Maesano" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/Mario-Maesano1-300x199.jpg" alt="Mario-Maesano" width="300" height="199" />Il volume traccia un percorso storico sulle minoranze di lingua grecanica nella provincia di Reggio Calabria, con particolare riferimento ai territori di Roghudi e Roccaforte del Greco, approfondendo gli aspetti di tutela giuridica delle minoranze linguistiche in generale, così come disciplinati dalla normativa vigente, in particolare dalla legge 482 del 15 dicembre 1999.</p>
<p><strong>E’ STATO PRESENTATO IL 6 NOVEMBRE 2009, PRESSO LA SALA BIBLIOTECA DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA. SONO INTERVENUTI:<br />
</strong>Dott. Agostino Zavettieri Sindaco di Roghudi<br />
Prof. Ercole Nucera Assessore provinciale alle Minoranze Linguistiche<br />
Dott. Pietro Praticò Dirigente settore 9 della Provincia di Reggio Calabria Prof. Salvatore Gennaro Dieni Docente di lingua greca<br />
Prof. Francesco Palamara Autore del libro Roccaforte del Greco Alla ricerca delle radici Dott. Arcidiaco Francesco Editore Città del Sole Edizioni<br />
Prof. Francesco Manganaro Docente di Diritto Amministrativo Università Mediterranea</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-126" title="presentazione libro" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/presentazione-libro-300x225.jpg" alt="presentazione libro" width="300" height="225" /></p>
<p><strong>Le minoranze linguistiche in Italia</strong><br />
L&#8217;Italia è un paese ricco di minoranze linguistiche storiche sia per quanto riguarda la varietà che dal punto di vita della quantità. Secondo le stime del Ministero dell&#8217;Interno circa il 5% della popolazione italiana ha come lingua materna una lingua diversa dall&#8217;italiano.<br />
La Repubblica italiana è uno dei pochi stati europei che esplicitamente nella sua Costituzione tutela le minoranze linguistiche. L&#8217;articolo 6 della Costituzione (&#8221;la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche&#8221;) ha dovuto aspettare, però, 52 anni per avere una disciplina attuativa nazionale che è andata ad integrare e completare la legislazione locale già emanata in alcune regioni a statuto speciale di confine quali la Valle d&#8217;Aosta, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia.<br />
La legge 482/99 recante “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” prende atto della esistenza anche di altre minoranze linguistiche rispetto a quelle presenti in dette regioni. Infatti, con l&#8217;art. 2 della citata legge &#8220;la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il francoprovenzale, il friulano, il ladino, l&#8217;occitano e il sardo.<br />
Con la predetta Legge, per la prima volta, quindi, il grecanico viene riconosciuto come lingua minoritaria storica e perciò viene ammesso a tutela. Una rivoluzione copernicana rispetto ai tempi in cui i parlanti greco venivano apostrofati con epiteti e sberleffi il meno offensivo dei quali era “paddechi”, cioè sempliciotti, tamarri, parpàtuli, zangrèi.</p>
<p><strong>Una importante opera di sensibilizzazione</strong><br />
L’occasione per la presentazione di questo lavoro ci viene offerta dal decennale che quest’anno compie la legge 482/99 sulle Minoranze Linguistiche. Delle tredici minoranze linguistiche presenti in Italia, quella grecanica è certamente la più antica ed a più alto rischio di estinzione. Fino agli inizi del 900 la lingua grecanica era la lingua madre di moltissimi abitanti dell’attuale area della grecità calabrese, nonostante le classi più agiate e borghesi si fossero affannate per secoli a discriminare e isolare chi parlava il greco, favorendo così, di fatto, una diglossia (grecanico e dialetto romanzo) che in alcuni paesi dell’area ellenofona, era presente fin dal XVI secolo. Resta da segnalare però che le popolazioni di alcuni paesi sono state ellenofone al 100% fino agli inizi del ventesimo secolo.La legge 482/1999 che dà attuazione all’articolo 6 della Costituzione su etnie e lingue minoritarie, ci offre lo spunto per una riflessione che potrebbe iniziare da una disamina delle singole proposizioni normative. Gli argomenti dovrebbero essere sviluppati secondo un duplice codice: giuridico e linguistico. Se spetta al legislatore emanare le norme in materia di lingua, compete al linguista, in collaborazione con l’antropologo, il sociologo e lo storico, stabilire quale sia lingua e quale dialetto, cosa fare per salvaguardare la lingua, i metodi didattici da adoperare. In base alla legge 482/99 esiste in capo ai cittadini grecofoni un vero e proprio diritto di usare la lingua grecocalabra con la Pubblica amministrazione, sia in senso attivo (diritto di rivolgersi oralmente e per iscritto), sia in senso passivo (diritto di ricevere risposte orali e scritte). È chiaro, tuttavia, che questi diritti dovranno essere applicati con una certa progressività e ragionevolezza, tenendo conto delle esigenze organizzative delle amministrazioni, sempre che queste esigenze non si trasformino in pretesti per rimandare sine die il rispetto dei diritti linguistici dei cittadini grecocalabri. Resta da segnalare che tanto importante, quanto disattesa, è la norma che riguarda l&#8217;introduzione delle lingue minoritarie nei mezzi radiotelevisivi pubblici (art. 12). In questo senso va quindi la predisposizione di una guida – opera meritoria, pubblicata dall’Associazione Culturale “Paleghenèa” &#8211; volta alla diffusione, conoscenza e valorizzazione della Legge 482/99 e del patrimonio linguistico e culturale della lingua grecocalabra, con successiva distribuzione ai comuni appartenenti all&#8217;area ellenofona e agli enti ed alle istituzioni interessate. La stessa cosa sarà fatta con le biblioteche civiche dei comuni richiedenti l&#8217;intervento di promozione e sensibilizzazione alla Legge 482/99 per il materiale di base riguardante la lingua e la cultura grecocalabra, per la messa a disposizione della popolazione locale.<br />
Dott. Mario Maesano</p>
<p><a href="http://www.cittadelsoledizioni.it/libro.php?id=309 " target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-128" title="scheda-libro" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/scheda-libro.jpg" alt="scheda-libro" width="484" height="351" /></a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gO8uwy6qnaA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="315" src="http://www.youtube.com/v/gO8uwy6qnaA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>“ PROGETTO Cinùria ‘méra”.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:53:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“ PROGETTO Cinùria ‘méra”.

Il progetto “Cinùria ‘méra ” , si propone di promuovere la diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , corsi di apprendimento della linguua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“ PROGETTO Cinùria ‘méra”.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-82" title="paleaghenea-logo" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/paleaghenea-logo10-283x300.jpg" alt="paleaghenea-logo" width="283" height="300" /></p>
<p>Il progetto “Cinùria ‘méra ” , si propone di promuovere la diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , corsi di apprendimento della linguua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.<br />
L’Associazione Culturale “Paleghenèa”, che opera nel territorio regionale, nazionale e internazionale, ha, nell’ambito delle sue finalità statutarie, lo scopo di valorizzare le risorse linguistiche della minoranza grecocalabra, in un rapporto equilibrato con la cultura e l&#8217;ambiente, inteso come complesso universo nel quale interagiscono patrimonio musicale, linguistico, storia, cultura e tradizioni, stimolando così i giovani a riappropriarsi di una identità culturale perduta ormai da secoli. Per questo motivo l’Associazione intende avviare un progetto di scambio culturale tra i paesi della grecità calabrese e della Grecia, nonché con alcuni paesi della Spagna.<br />
Il progetto si propone , infine , di portare nelle case degli utenti del sito www.paleaghenea.it, letteralmente il suono della nostra lingua</p>
<p>In particolare il progetto si propone di:<br />
a) Realizzare un laboratorio di Storia avente come scopo il recupero del senso di appartenenza e della memoria storica, e in particolare religiosa, di Roghudi e Roccofarte del Greco;</p>
<p>b) Redigere e pubblicare una serie di documenti inerenti al patrimonio storico, artistico , culturale e linguistico greco-calabro , nonché di un libro sulla storia di Roghudi e Roccaforte del Greco;</p>
<p>c) Redigere e pubblicare un commento e osservazioni sulla legge 482 del 1999;</p>
<p>d) Mantenere un laboratorio artistico-artigianale volto a valorizzare l’immagine dell’antico borgo di Roghudi e Roccaforte del Greco e un laboratorio di cucito e delle rifiniture;<br />
e) Organizzare un Concorso gruppi folk; manifestazioni ,musicale, rassegne teatrali, concorsi letterari, concorso per giovani talenti,concorso nuove voci per bambini dai 6 ai 12 anni, festival della danza, rassegna artisti musica italiana e non;<br />
f) Organizzare “Il Concorso di poesia “Paleaghenea” e “Il Premio Vincenzo Restagno;</p>
<p>g) Mantenere Ludoteca , attività di animazione e l’Istituzione Microlaboratori ;</p>
<p>h) Organizzare attività sportive a carattere dilettantistico, con possibilità di interagire e gareggiare con gruppi similari dei paesi dell’Area Grecanica;</p>
<p>i) Realizzare uno Sportello informativo sull’area grecanica che fornisca informazioni e consulenza sul &#8220;turismo per tutti&#8221; (accessibilità di strutture ricettive, percorsi ed itinerari , trasporti);</p>
<p>j) Organizzare corsi di apprendimento della lingua greco-calabra e Neogreco.<br />
I partecipanti dovranno essere in grado di svolgere:<br />
- insegnamento della lingua greca di Calabria;<br />
- attività di traduzione dei testi dal greco-calabro all’italiano e dall’italiano al greco-calabro;<br />
- promozione della relativa cultura greco-calabra;</p>
<p>k) Programmazione di gite e visite in ambienti naturali ed agresti all’interno e fuori dal territorio di Roccaforte;</p>
<p>l) Attivare la cultura della legalità .</p>
<p>OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI:</p>
<p>• Ci si propone di mettere in pratica alcuni principi base europei come l’uguaglianza, il multiculturalismo ed il plurilinguismo, di promuovere le relazioni tra i paesi vicini, come Italia-Grecia o Italia- Spagna attraverso la diffusione del patrimonio linguistico &#8211; culturale dell’area .<br />
• Creare nel sito associativo una sezione audio, offrendo all’utente del sito la possibilità di ascoltare e leggere delle poesie in lingua greco-calabra;<br />
• Attivare un servizio composito, che offra ai bambini e ai ragazzi di Roccaforte del Greco e Roghudi, l&#8217;opportunità di sperimentare percorsi di crescita creativa, attraverso il gioco e le varie attività creative;<br />
• Promuovere e favorire la conoscenza e la diffusione dei valori culturali;<br />
• Stimolare nei cittadini la cultura musicale con particolare riferimento a quella legata alle tradizioni calabresi;<br />
• Stimolare , promuovere e sostenere gli scambi culturali.</p>
<p>DESTINATARI:</p>
<p>I cittadini residenti nell’Area Grecanica.</p>
<p>TEMPI DI REALIZZAZIONE:</p>
<p>24 mesi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>SCHEDA finanziaria del PROGETTO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COSTI PREVISTI:</strong></p>
<p> </p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="520"><strong>Materiali e beni di consumo, acquisto e/o noleggio attrezzature</strong></td>
<td width="122"><strong>€ 5.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><strong>Scambi culturali e gemellaggi</strong></td>
<td width="122"><strong>€ 30.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><strong>Altro<em> allestimento spazi</em></strong></td>
<td width="122"><strong>€   1.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"> </td>
<td width="122"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><strong>Collaborazioni</strong></td>
<td width="122"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Compensi per relatori /artisti /musicisti etc.</td>
<td width="122"><strong>€  5.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Eventuali rimborsi spese per relatori /artisti /musicisti etc.</td>
<td width="122"><strong>€  5.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Spese per eventuali traduzioni</td>
<td width="122"><strong>€  5.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Altro <em> personale organizzazione </em></td>
<td width="122"><strong>€  2.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"> </td>
<td width="122"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><strong>Comunicazione* </strong><em>)</em></td>
<td width="122"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Realizzazione manifesti / inviti / pieghevoli/libri</td>
<td width="122"><strong>€ 7.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520">Pubblicità (quotidiani, periodici, radio, TV, mailing , sito)</td>
<td width="122"><strong>€ 1.000,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><em> </em></td>
<td width="122"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="520"><strong>Totale spesa prevista**</strong></td>
<td width="122"><strong>€ 61.000,00</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong> </strong></p>
<p>IL PRESIDENTE<br />
Dott. Mario Maesano</p>
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		<title>I nostri Progetti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nostri Progetti

Progetto Vincenzo Restagno 
Il progetto “ Vincenzo Restagno ”, si propone di promuovere e favorire, la produzione, la conoscenza, la diffusione dei valori culturali, a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi, premi, mostre, fiere, spettacoli pubblici, visite guidate alla vecchia Roghudi e Ghorio Roghudi.
Il progetto si propone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri Progetti</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-58" title="paleaghenea-logo" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/paleaghenea-logo5-283x300.jpg" alt="paleaghenea-logo" width="283" height="300" /></p>
<p><strong>Progetto Vincenzo Restagno </strong><br />
Il progetto “ Vincenzo Restagno ”, si propone di promuovere e favorire, la produzione, la conoscenza, la diffusione dei valori culturali, a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi, premi, mostre, fiere, spettacoli pubblici, visite guidate alla vecchia Roghudi e Ghorio Roghudi.<br />
Il progetto si propone, altresì, di favorire l’integrazione tra le generazioni e di realizzare una varietà di attività, tutte finalizzate a rendere più fruibile la vita di “paese” dal punto di vista culturale, ricreativo ed economico. CONCLUSO NEL 2007<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Il Progetto &#8220;Stin Cumunìa&#8221;</strong><br />
Il progetto “ Stin Cumunìa ” , si propone di promuovere e favorire , la produzione , la conoscenza , la diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.<br />
Stimolare , promuovere e sostenere , gli scambi culturali , in particolare con la Grecia , in accordo con lo spirito di integrazione fra le Nazioni dell&#8217;Unione Europea. Il progetto si propone , infine , di portare nelle case degli utenti del sito www.paleaghenea.it, letteralmente il suono della nostra lingua. Diffondendo su larga scala, in questo caso le poesie in lingua greco-calabra, recitate dagli stessi autori.<br />
In particolare il progetto si propone di&#8230;.: CONCLUSO NEL 2008.<br />
Il progetto &#8220;Stin Cumunìa&#8221; (in compagnia), è un lavoro che vedrà coinvolti la maggior parte dei soci del Circolo Culturale Paleaghenea. Parte di questo progetto, impegnerà i soci nella raccolta di materiale documentaristico per la futura pubblicazione di un libro sui centri di Roccaforte del Greco e di Roghudi. Per un migliore svolgimento dell&#8217;enorme mole di lavoro da effettuare, si è ritenuto opportuno ripartire i compiti, dividendo i collaboratori in cinque grandi sezioni, chiamati per l&#8217;occasione Macrogruppi.Ecco di seguito i cinque Macrogruppi:<br />
1° MACROGRUPPO : LABORATORIO DI STORIA<br />
2° MACROGRUPPO : LETTERATURA, DETTI E POESIE, MUSICA<br />
3° MACROGRUPPO : ECONOMIA A ROGHUDI E ROCCAFORTE DEL GRECO<br />
4° MACROGRUPPO: GASTRONOMIA<br />
5° MACROGRUPPO: RACCOLTA MATERIALE ED ARCHIVIO<br />
Si ricorda ai soci inseriti nei vari gruppi di lavoro, che il materiale va inviato solo ed asclusivamente a questa casella e-mail, appositamente creata: per agevolare il lavoro di archiviazione, come oggetto della mail, mettete il vostro Macrogruppo di appartenenza seguito dal vostro nominativo. BUON LAVORO<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>“Il Progetto Cinùria ‘méra”</strong><br />
Il progetto “Cinùria ‘méra ” , si propone di promuovere la diffusione dei valori culturali , a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi , corsi di apprendimento della lingua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.<br />
L’Associazione Culturale “Paleghenèa”, che opera nel territorio regionale, nazionale e internazionale, ha, nell’ambito delle sue finalità statutarie, lo scopo di valorizzare le risorse linguistiche della minoranza greco calabra, in un rapporto equilibrato con la cultura e l&#8217;ambiente, inteso come complesso universo nel quale interagiscono patrimonio musicale, linguistico, storia, cultura e tradizioni, stimolando così i giovani a riappropriarsi di una identità culturale perduta ormai da secoli. Per questo motivo l’Associazione intende avviare un progetto di scambio culturale tra i paesi della grecità calabrese e della Grecia <a href="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/CinuriaMera1.pdf" target="_blank"><strong>Cinuria Mera</strong></a></p>
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		<title>I Greci di Calabria dal secolo VIII dc ad oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:10:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_53" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-53" title="Filippo Violi" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/FilippoVioli.jpg" alt="Il Prof. Pippo Violi" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">Il Prof. Pippo Violi</p></div>
<p>I Greci di Calabria dal secolo VIII dc ad oggi Potrebbe sembrare strano che, parlando di una storia dei Greci di Calabria, se ne parli ancora oggi, fino ai nostri giorni. Ma l´esistenza di una comunità greca nella parte più meridionale della Calabria, filtrata attraverso una serie di dominazioni, periodi storici e culture diverse, da cui fu inondata in più di duemila anni, al di là di un caso particolare, è ragione storica e, storicamente, indiscutibile. Ben poco si sa con certezza delle popolazioni preesistenti alla colonizzazione ellenica, e l´unico dato certo ci è offerto dalla fondazione delle prime colonie sulle coste del mar Jonio da parte dei Greci intorno all´VIII secolo a.C. Ma, se volessimo datare con certezza la fondazione delle colonie greche che orbitano attorno all´area della Bovesìa (Bova &#8211; Bova Marina &#8211; Roghudi -Roccaforte &#8211; Condofuri), dovremmo necessariamente inseguire una lunga teoria di storici e geografi che, in fondo, non hanno fatto altro che inseguirsi a vicenda nell´affannoso tentativo di assegnare un volto ed un luogo di provenienza ai coloni greci che vennero ad abitare sulle nostre terre. Chi erano quei locresi che si stanziarono sulle coste dello Jonio? Non ha dubbi sul punto Strabone: erano Greci della Locride Ozolia!. Su una cosa non si è certi se lo fossero della Locride Opunzia. Locresi Epizefiri furono definiti, ad un parto, da Erodoto, Tucidide, Pindaro (Olimpica X), ecc.. L´indagine sulle fonti storiche anteriori al quinto secolo a.Cr. sono &#8211; per quello che riguarda da vicino &#8211; generalmente scarse e frammentarie. Né Ippi, né Teagene ci sorreggono in questa ricerca, mentre troviamo accenni rarissimi in Erodoto. Va meglio naturalmente con Tucidide. È chiaro che tutti gli argomenti andrebbero approfonditi attraverso l´indagine storica che evitare che tutto o molto rimanga legato alla leggenda o alle tradizioni orali. Alla tradizione fa infatti anche riferimento il geografo Dionigi. Una lunga fase precoloniale di commerci e di empori micenei avevano certamente preceduto la colonizzazione ellenica delle coste della Sicilia e dell´Italia meridionale.La concentrazione dei Greci fu così vasta, le terre colonizzate così fertili, la civiltà che ne derivò così grande, che la regione venne conosciuta col nome di Megale Hellas. Ricca di tensioni e di vicende, dominata da grandi ed a volte nobili personalità, la splendida storia della Magna Grecia fu breve. Secondo una tradizione ormai variamente accettata, la fondazione delle città della Magna Grecia era direttamente collegata al grande movimento migratorio e colonizzatore della Grecia intervenuto intorno all´VIII e VII secolo a.C.. La colonizzazione greca fu soprattutto un “modo di essere dei greci”, e fu proprio la coscienza di questa loro unità etnica che consentì al popolo greco di essere consapevole della propria superiorità nei confronti dei popoli “barbari”. Il termine Megavlh Ellav (Magna Grecia), che all´inizio circoscriveva soltanto l´attuale Calabria e che poi, estesosi, comprese anche la Puglia e la Sicilia, fu usato la prima volta da Polibio, uno storico greco morto nel 125 a.Cr., ma è probabile che già prima di lui, l´avessero usato storici del sec. IV (Eforo, Aristotele, Timeo) e che venisse fin d´allora ricongiunto con Pitagora e col movimento pitagorico.</p>
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		<title>I nostri Progetti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:41:45 +0000</pubDate>
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Progetto Vincenzo Restagno
Il progetto “ Vincenzo Restagno ”, si propone di promuovere e favorire, la produzione, la conoscenza, la diffusione dei valori culturali, a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi, premi, mostre, fiere, spettacoli pubblici, visite guidate alla vecchia Roghudi e Ghorio Roghudi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I nostri Progetti</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-31" title="paleaghenea-logo" src="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/paleaghenea-logo3-283x300.jpg" alt="paleaghenea-logo" width="283" height="300" /></p>
<p><strong>Progetto Vincenzo Restagno</strong><br />
Il progetto “ Vincenzo Restagno ”, si propone di promuovere e favorire, la produzione, la conoscenza, la diffusione dei valori culturali, a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi, premi, mostre, fiere, spettacoli pubblici, visite guidate alla vecchia Roghudi e Ghorio Roghudi.<br />
Il progetto si propone, altresì, di favorire l’integrazione tra le generazioni e di realizzare una varietà di attività, tutte finalizzate a rendere più fruibile la vita di “paese” dal punto di vista culturale, ricreativo ed economico. CONCLUSO NEL 2007<br />
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<p><strong>Il Progetto &#8220;Stin Cumunìa&#8221;<br />
</strong>Il progetto “ Stin Cumunìa ” , si propone di promuovere e favorire , la produzione , la conoscenza , la diffusione dei valori culturali , a carattere storico , umanistico , letterario , etnico , artistico , musicale , mediante conferenze , seminari , convegni , concorsi , premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.<br />
Stimolare , promuovere e sostenere , gli scambi culturali , in particolare con la Grecia , in accordo con lo spirito di integrazione fra le Nazioni dell&#8217;Unione Europea. Il progetto si propone , infine , di portare nelle case degli utenti del sito www.paleaghenea.it, letteralmente il suono della nostra lingua. Diffondendo su larga scala, in questo caso le poesie in lingua greco-calabra, recitate dagli stessi autori.<br />
In particolare il progetto si propone di&#8230;.: CONCLUSO NEL 2008.<br />
Il progetto &#8220;Stin Cumunìa&#8221; (in compagnia), è un lavoro che vedrà coinvolti la maggior parte dei soci del Circolo Culturale Paleaghenea. Parte di questo progetto, impegnerà i soci nella raccolta di materiale documentaristico per la futura pubblicazione di un libro sui centri di Roccaforte del Greco e di Roghudi. Per un migliore svolgimento dell&#8217;enorme mole di lavoro da effettuare, si è ritenuto opportuno ripartire i compiti, dividendo i collaboratori in cinque grandi sezioni, chiamati per l&#8217;occasione Macrogruppi.Ecco di seguito i cinque Macrogruppi:<br />
1° MACROGRUPPO : LABORATORIO DI STORIA<br />
2° MACROGRUPPO : LETTERATURA, DETTI E POESIE, MUSICA<br />
3° MACROGRUPPO : ECONOMIA A ROGHUDI E ROCCAFORTE DEL GRECO<br />
4° MACROGRUPPO: GASTRONOMIA<br />
5° MACROGRUPPO: RACCOLTA MATERIALE ED ARCHIVIO<br />
Si ricorda ai soci inseriti nei vari gruppi di lavoro, che il materiale va inviato solo ed asclusivamente a questa casella e-mail, appositamente creata: per agevolare il lavoro di archiviazione, come oggetto della mail, mettete il vostro Macrogruppo di appartenenza seguito dal vostro nominativo. BUON LAVORO<br />
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<p><strong>“Il Progetto Cinùria ‘méra”</strong><br />
Il progetto “Cinùria ‘méra ” , si propone di promuovere la diffusione dei valori culturali , a carattere storico, umanistico, letterario, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, concorsi , corsi di apprendimento della lingua, premi , mostre , fiere , spettacoli pubblici , visite guidate alla vecchia Roghudi e Roccaforte del Greco.<br />
L’Associazione Culturale “Paleghenèa”, che opera nel territorio regionale, nazionale e internazionale, ha, nell’ambito delle sue finalità statutarie, lo scopo di valorizzare le risorse linguistiche della minoranza greco calabra, in un rapporto equilibrato con la cultura e l&#8217;ambiente, inteso come complesso universo nel quale interagiscono patrimonio musicale, linguistico, storia, cultura e tradizioni, stimolando così i giovani a riappropriarsi di una identità culturale perduta ormai da secoli. Per questo motivo l’Associazione intende avviare un progetto di scambio culturale tra i paesi della grecità calabrese e della Grecia. SCARICA L&#8217;INTERO PROGETTO <a href="http://www.paleaghenea.areagrecanica.it/wp-content/uploads/2009/11/CinuriaMera.pdf" target="_blank"><strong>Cinuria Mera</strong></a></p>
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